Amazon.com Widgets The James Bond 007 Dossier | The Bond Girl and the Playmate

The James Bond 007 Dossier

Bond, James Bond.

16. October 2015 08:30
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The Bond Girl and the Playmate

16. October 2015 08:30 by m | 0 Comments

This article from an Italian Edition of Playboy Magazine, suggests that Bond Girls and Playboy Playmates are kindred spirits, both born in the 1950s to be desired by men. Published in August of 2014 at a time when rumor had it Penelope Cruz would be a Bond Girl (presumably in the role eventually filled by Monica Bellucci), and that Bond 24 would be titled "Devil May Care", perhaps based on the novel by Sebastian Faulks, it represents an interesting snapshot in time.

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Come Piacciono A James

Antonello Sarno

Il mito di bellezza femminile incarnato dalle Bond girl (e dalle Playmate) resiste allo scorrere del tempo

Le leggende, oggi, hanno vita breve. È perché non ci crediamo più, preferiamo guardare solo il presente. Una brutta vita. Colpa nostra, non loro. Le leggende sono lì a rallegrarci l’esistenza, ma non le guardiamo più. Non ci interessano. Ripeto, una brutta vita.

Quelle nuove durano un lampo, basta una seconda serata in tv e addio per sempre, uno sbadiglio le seppellirà. Ma c’è di più: ci divertiamo da pazzi a distruggere anche le leggende che ci arrivano dal passato. Con un handicap: non ci riusciamo. Distruggere i miti, certi miti, non è possibile per il semplice fatto che sono lì perché rappresentano qualcosa che ci prescinde. Che è oltre.

Questo vale per due tipi di donne: le Bond-girl e le playmate. Si tratta di famiglie allargate, nel senso che ognuna delle due comprende in qualche modo l’altra, essendo nate a pochi mesi di distanza (il primo romanzo di Bond è del 1952, Casino RoyaleCasino Royale, mentre Playboy vede la luce appena l’anno dopo) ma anche perché entrambe sono la risposta ad un’unica esigenza coniugata al futuro. Tutte e due, infatti, rappresentano il tentativo, sviluppatosi negli anni 50 ma già proteso verso il decennio successivo, di arricchire la fantasia maschile di un nuovo modello di donna: quello di una donna simbolo della posta in gioco, la nostra vita, ma liberata da quelle preoccupazioni legate al costo del suo godimento. Una palgirl, insomma, una donna compagna, che a fronte di una bellezza sempre all’avanguardia, sappia al bisogno comportarsi come un uomo. Un modello di donna libera e indipendente, ma con ben chiari i valori di coppia che, nella sua spregiudicatezza, ha prima sconvolto, e poi assoggettato, tutti i modelli femminili fino ad allora esistenti, costringendo colossi come Harper’s Bazaar, Elle, Vogue, Esquire, Queen ad occuparsene. Prima come di un alieno, e poco dopo come dell’unico modello reale di donna interessante per gli uomini interessanti.

Photo: Sean Connery e Ursula Andress in una mitica scena sulla spiaggia / Bo Derek e Barbara Bach sono state altre due splendide Bond girl.

Figurarsi che proprio la francesissima Elle, interprete del nuovo tipo di fascino maschile che conquistava immediatamente le lettrici dei romanzi di 007, dedicò sul finire degli anni 50 una lunga e dettagliatissima scheda al modo in cui piacere a James Bond sotto forma di “consigli alle lettrici” che vale davvero la pena leggere con un sorriso: “I capelli devono essere liberi, lavati di fresco, spazzolati all’indietro, senza nastri e senza scriminature, molto puliti ma apparentemente non oggetto di cure eccessive. Niente radici trascurate, niente mèches o striature di diverso colore. Il tono della tinta è biondo scuro, cioè biondo naturale più sole più aria, qualche volta tendente al ramé o al castano. (…) Non sono tagliati troppo corti e non raggiungono le spalle (…). Gli occhi della ragazza di Bond sono la parte determinante del viso: la ragazza di Bond lancia sguardi e occhiate più di quanto non parli. Il trucco sarà del tipo che sottolinea lo sguardo, basato più sul disegno dell’occhio (preciso, lungo, dolce non troppo marcato)…per il resto il viso deve avere una carnagione “illuminata” e apparentemente libera da cure particolari. Allo steso modo la bocca sia o sembri senza trucco, per accentuare l’impressione di semplicità infantile che deve apparire evidente nonostante i toni e i modi sofisticati. Questo anche perché la bocca della ragazza di Bond piuttosto che essere strumento di seduzione , serve ad esprimere disdegno, amarezza, sospetto e cocciutaggine all’inizio e, poi, ansia, attesa, soddisfazione, serenità, allegria mano a mano che la vicenda liberatoria si compia”.

“I capelli devono essere liberi, lavati di fresco, spazzolati all’indietro, senza nastri e senza scriminature, molto puliti ma apparentemente non oggetto di cure eccessive. Niente radici trascurate, niente mèches o striature di diverso colore. Il tono della tinta è biondo scuro, cioè biondo naturale.

Seguisse questi semplici consigli dell’apparire la metà delle nostre attrici e non sapremmo più dove mettere gli Oscar. È comunque anche per questa straordinaria presa sul pubblico di entrambi i sessi che le Bond-girl, cioè le compagne dell’agente segreto James Bond alias 007, non hanno ceduto al nichilismo dei tempi di crisi ma mantengono il loro status-symbol di risposta sempre attuale alle nuove fantasie maschili, cioè in fondo sempre le stesse: una donna che moralmente non sia da meno di nostra moglie ma che, condita da una location esotica e da una carica seducente, rappresenti un sogno a colori. Per averla, e questo è il vero sogno a colori, basta che l’uomo sia se stesso. Succede a James Bond, potrebbe succedere a noi.

La Bond-girl è una leggenda, allora? Se non riescono a distruggerla, perché funziona ancora, oggi la chiamano “strategia di marketing”. Ed proprio per questa straordinaria strategia di marketing in cui le Bond-girl continuano ad essere l’oggetto del desiderio maschile che oggi, la notizia è di poche settimane fa., una star premio Oscar come Pénelope Cruz è la candidata numero uno per la parte della prossima Bond-girl nella pellicola Devil may care (n.24 della serie) senza neppure aver letto la sceneggiatura del film. Un ruolo che prescinde persino dai suoi 40 anni per quanto l’abito della Bond-girl valga di per sé a ringiovanire un’attrice conosciuta in tutto il mondo, al contrario di quanto accadde ad Ursula Andress “inciampata” ad appena 25 anni nel ruolo di Honeychile Ryder di Licenza di uccidere, film a bassissimo budget con uno sconosciuto Sean Connery in cui non credeva nessuno. Honey che esce dall’acqua col suo due pezzi bianco (altra leggenda): la pescatrice di conchiglie che vive in bikini perché, semplicemente, non possiede neppure un abito (il primo glielo regala proprio Bond). Un’idea talmente forte, quella della Bond-girl, da incarnare non più soltanto il desiderio maschile di seduzione, ma anche di complicità. Una donna che sa cavarsela, in grado di aiutare il proprio compagno: come diceva Sam Peckinpah, che le donne (quasi tutte) le detestava “esistono due tipi di donne: le gattine e, poi, quelle che riescono a stare vicine al proprio uomo anche quando lui si allontana da se stesso”.

Photo: Diana Rigg è stata la protagonista di “Al servizio segreto di Sua Maestà”.

Ursula Andress “inciampata” ad appena 25 anni nel ruolo di Honeychile Ryder di Licenza di uccidere, film a bassissimo budget con uno sconosciuto Sean Connery in cui non credeva nessuno. Honey che esce dall’acqua col suo due pezzi bianco (altra leggenda): la pescatrice di conchiglie.

La notizia che un’attrice di fama planetaria come la Cruz accetti ad un’età in altri tempi impensabile un ruolo che s’impernia sulla seduttività, come quello della Bond-girl, riporta d’attualità il discorso sulla lunga generazione di splendide donne che l’intuito dei produttori prima, e poi le leggi del marketing, hanno piazzato accanto a James Bond. Un gap tra l’appetibilità del ruolo della Bond-girl sullo schermo di ieri e di oggi per comprendere il quale basti pensare che nel 1981, all’apice della propria carriera di splendida diva del cinema d’autore, la nostra Ornella Muti rifiutò la parte da protagonista femminile (poi andato a Carole Bouquet) in Solo per i tuoi occhi perché la produzione non volle assumere il suo truccatore di fiducia! In realtà, le più belle sono quelle descritte sulla pagina da Ian Fleming, altro misogino che amava delle donne la possibilità di esserne sorpreso (e tradito). Sono venti le Bond-girl create da Fleming per i suoi romanzi ma per quanto ci riguarda le tappe fondamentali della vita sentimentale e sessuale di 007 passa essenzialmente attraverso tre di esse: Tracy Di Vicenzo (nel film l’inglese Diana Riggs), che in Servizio Segreto finisce per sposarlo; Gala Brand (al cinema Lois Chiles, che sostituì la prescelta Carole Bouquet), la quale al termine di MoonrakerMoonraker gli preferisce un altro uomo e Vivienne Michel, che in La spia che mi amò lo incontra una sola notte portandone per sempre un eroico ed ingenuo ricordo nel suo giovane cuore di ragazza (sullo schermo, in un film lontanissimo dal romanzo, è la splendida Barbara Bach).
   
Sono tre perfetti modelli delle tante donne che, tra i libri e i film, James Bond ha avuto al proprio fianco. Per dirla con Furio Colombo (Il caso Bond) “una ragazza libera, accanita, combattiva e dolce, che ha avuto un’infanzia difficile ed una sessualità repressa (ma il tesoro è lì, disponibile, per quell’uno che ha il dono di saperlo trovare)”. Il modello, insomma, di quell’innocenza senza verginità che nel cinema ha poi trovato la propria rappresentazione nella Holly Golitghly/Audrey Hepburn (che nome bondiano, eh?) di Colazione da Tiffany, una per la quale 007 avrebbe certamente perso la testa, ma che probabilmente non gli avrebbe mai sussurrato l’adorata frase “Amami James”. Perché, come Holly diceva nel film, gli uomini si dividono “in due categorie: i vermi e i supervermi.” Chissà in quale delle due Holly avrebbe messo James Bond.

mondadori/portfolio,PHOTOMASI

[Source: Playboy Italy, August 2014. p.42-47. Copyright © 2014 Playboy. All rights reserved.]

The James Bond Playboy Dossiers

The Playboy interview: Ian Fleming - Playboy, December 1964
Ursula Andress Pictorial - Playboy, June 1965
James Bond's Girls - Playboy, November 1965
Interview with Sean Connery, Playboy November 1965
Ursula - Playboy, July 1966
The Girls of "Casino Royale" By Woody Allen - Playboy, February 1967
Bond Girl Kissy Suzuki (Mie Hama) in Playboy Magazine, June 1967
Bond Girl Lana Wood in Playboy Magazine, April 1971
Bond Gets Sainted, Playboy, July 1973
Bond Girl Barbara Bach Pictorial - Playboy, June 1977
Bond Girl Barbara Carrera Acting Beastly Pictorial - Playboy, July 1977
Bond Girls from The Spy Who Loved Me - Penthouse Magazine, August 1977
Be a James Bond Girl - Playboy, June 1979
The Girls of James Bond - Playboy, July 1979
Cover Girl Barbara Bach - Playboy, January 1981
For your Eyes Only - Playboy, June 1981
Bond Girl Maud Adams - Playboy, October 1981
Barbara Carrera, Playboy Magazine, March 1982
Tanya Roberts - Playboy Magazine, October 1982
Cover girl Kim Basinger, Playboy, February 1983
Playboy - Saving Bond's Women - Playboy, July 1983
Grace Jones in Playboy Magazine, July 1985
The Women of 007 - Playboy, September 1987
Licence to Kill's Loti in Playboy, May 1988
Daphne Deckers Proves Tomorrow Never Dies - Playboy, February 1998
Denise Richards - Playboy Magazine, December 2004
Daniel Craig Interview - Playboy USA, November 2008
James Bond Spezial - Playboy Germany, November 2008
007 Special - Playboy Romania, November 2008
James Bond Quantum of Solace - Playboy Argentina, November 2008
Daniel Craig Interview - Playboy Estonia, November 2008
50th anniversary James Bond Special - Playboy Poland, October 2012
Playboy Greece Celebrates 50 years of James Bond - Playboy Greece, November 2012
Playboy's Guide to Living the Life of 007 - Playboy Croatia, November 2012
Playboy Argentina Celebrates 50 years of James Bond 007 - Playboy Argentina, November 2012
Playboy Germany Celebrates 50 years of James Bond 007 - Playboy Germany, November 2012
The Bond Girl and the Playmate - Playboy Italy, August 2014
Playboy Poland James Bond Spectre Special - November 2015
Playboy Mexico James Bond Spectre Special - November 2015
James Bond - Playboy Nederland - December 2015

 
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